venerdì 22 ottobre 2021
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Realismo Terminale

Da dove nasce e che cos'è il Realismo Terminale

Realismo Terminale

Il Realismo Terminale

Da dove nasce il Realismo Terminale

Il passaggio di millennio comporta una frattura scomposta della nostra esistenza e cultura.

La popolazione del mondo che vive nelle città ha ormai superato, in maniera irreversibile e crescente, la rimanente parte che ne vive fuori. Nasce il Realismo Terminale.

Che cos’è il Realismo Terminale

Di realismi ne esistono a bizzeffe.

Il presente “realismo”viene definito come accatastamento dei popoli nelle metropoli, in cui corpi umani ed oggetti convivono fra di loro a distanza zero.

L’aggettivo “terminale” indica che sta per giungere a compimento il viaggio di tutti i popoli del mondo ad ammucchiarsi nelle citate metropoli. L’aggettivo utilizzato sta ad indicare “l’ironia filosofica” propria di questo canone.

Il Realismo Terminale è un movimento che si può rinvenire in tutte le arti, dalla pittura alla musica ( più percussiva), alla danza (più gremita nello spazio)…

Il linguaggio

Il riscontro definitivo sta ovviamente, per quel che ci riguarda, nel linguaggio.

Non è più l’oggetto che assomiglia alla natura, ma quest’ultima, sempre di più, tende ad imitare i manufatti. Ciò non è nuovo ma oggi è irrimediabilmente esplosivo: la natura è oramai un centro commerciale.

La similitudine rovesciata

La figura retorica propria del Realismo Terminale, oggi soltanto finalmente denominata, è la “similitudine rovesciata”: appunto la natura assomiglia ad un centro commerciale e non più, mai più, viceversa. Ne vengono metafore, concetti, intere narrazioni che si vanno articolando su questa falsariga.

Poeti e lettori

“Il poeta, oggi, è come una scatola di integratori alimentari per la società in cui vive”.

Il lettore odierno, invece, è raro come “i guasti nelle navi spaziali in volo”.

E così via con esempi analoghi per ricominciare a formulare un linguaggio per i nuovi millenni dell’accatastamento pluricontinentale.

  • Il LOGO del Realismo Terminale
    Creato da Stefano Torre, il un logo dall'ampio significato
    Poiché si tratta di rappresentare l’essenza di un movimento innanzitutto letterario, la scelta è stata quella di utilizzare come elementi grafici solamente i caratteri di stampa, andando così ad evocare in modo immediato e diretto la parola scrit
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